Archivio per aprile, 2011

Dimensione Avventura 9: Missione nei Cieli

edizione E.Elle 1993 – autore Martin Allen

recensione pubblicata su Librogame’s Land 

Eccoci al numero nove della collana Dimensione Avventura, numero anomalo e discusso per molti versi.
In presentazione abbiamo una splendida e colorata copertina con un guerriero che combatte un drago, la classica immagine scolpita nell’immaginario fantasy ma aprendo il libro avremo una sorpresa: è una storia di fantascienza!
Messe da parte le perplessità ci lanciamo presto nell’antefatto e da subito notiamo che la narrazione è di tipo diverso dal solito:

Dopo aver contratto debiti piuttosto consistenti, L’Bastin si rivolse al re e gli chiese un aumento del suo modesto stipendio, che lui riteneva di meritare dopo tanti anni di fedele servizio. Re Vaax, però, rifiutò con fermezza, sostenendo che, nell’interesse della nazione, nessun abitante di Ensulina aveva ottenuto un aumento di stipendio negli ultimi duecento anni. Concederlo a L’Bastin, disse il re, avrebbe costituito un pericoloso precedente, che poteva causare lo scompiglio nell’economia del pianeta, a svantaggio di tutti.
L’Bastin si infuriò ritenendo che il re fosse troppo taccagno”.

Tutto ciò è assolutamente delirante, un mancato aumento di stipendio provoca una crisi stellare!
Nelle vesti del Signore dei Cieli Jang Mistral, bravo tra i bravi, bello tra i belli, comandante delle truppe solari, agente speciale e guerriero umanoide con quattro braccia della sedicesima era cosmica, dovrai dare la caccia a L’Bastin in una missione solitaria ed eliminare il pericolo che minaccia gli universi, e solo il migliore agente degli Ensulvari, cioè tu, può avere qualche probabilità di successo.

Senza troppi giri di parole vado al dunque:
questo libro è chiaramente un parodia delle saghe fantascientifiche, è demenziale, ma soprattutto è senza senso, assurdo ed ingiusto; qualsiasi azione da intraprendere in questa vicenda è totalmente rimessa al caso, non ci sono mai indizi o indicazioni per dedurre quale sia la scelta migliore.
Visto sotto questa ottica se apprezzate il demenziale, se vi siete emozionati a guardare Balle Spaziali o se godete nel veder soffrire il vostro eroe… Missione nei Cieli fa per voi!
Viaggiarete attraverso il tempo o la luce fino a che non riuscirete a raggiungere la fortezza laboratorio di L’Bastin attraverso peripezie assurde ed ingiuste, dove Jang Mistral sarà più sfortunato di Paperino, costretto ad affrontare una mole assurda di combattimenti all’arma laser se non quando dovrà cimentarsi nel pilotare (rullo di tamburi !!!) lo StarSpray! Versione Alleniana del Millenium Falcon, che sembra perennemente in avaria poiché qualsiasi sia la traiettoria adottata per avvicinarsi allo scafo nemico, questa sarà inevitabilmente incomprensibile e sbagliata!

Se vi piace l’idea di essere inseguiti da un Blob arancione  attraverso una stazione orbitale potrete divertirvi a lanciargli contro gli oggetti più assurdi e disparati nei quali vi imbatterete: una tibia, una pompa per ingrassaggio, un  cosciotto di montone, un bilanciere, una palla medica, una lattina di birra… insomma neanche J.H Brennan avrebbe partorito cotanta assurdità rendendo l’episodio simile ad un cartone animato.
Nel loro assurdo i personaggi sono ben caratterizzati e memorabili, oltre al sopracitato Blob incontreremo strambi comprimari che ci strapperanno un sorriso… come Zud il maestro delle serrature a bordo del suo carretto, che ci infilerà un cilindro metallico nel petto  trasformandoci in serratura umana! E non finisce qui, per farcelo togliere dovremo portargli un cervello di Bicefalo che gli permetterà di controllare il suo infernale macchinario, solo che inavvertitamente durante le nostre assurde evoluzioni acciaccheremo con il nostro piedone l’agognato cervello con risultati esilaranti, citando praticamente la scena di Frankeinstein Junior di Mel Brooks nel quale il cervello del genio destinato alla creatura viene distrutto da Igor;  parlerei ancora dell‘unguento per i piedi (chi ha parlato di balsamo o unguento guaritore presente ne “La Rocca del Male” ?) o di Sam la Lumaca, ma ce ne sono veramente troppi ed è arrivato il momento di tirare le somme sul valore effettivo di quest’opera.

Assodato che Missione nei cieli è un libro fuori dagli schemi, regge però il confronto con gli altri librigame?
A mio giudizio no, perché seppur piacevole nella sua demenzialità, fallisce totalmente dal punto di vista narrativo e nello schema di un buon librogioco; ogni bivio del libro è da prendere totalmente a caso e qualsiasi sia la scelta fatta verremo puniti, e dove non verremo puniti ci ritroveremo a dover  far fronte ad un combattimento ingiusto, o buttati in un minigioco incomprensibile.
Verremo perfino derisi  e sbeffeggiati vicino alla meta, al paragrafo 24:  ”Questo fino a poco tempo fa , era il centro di difesa, stipato di complicati sistemi computerizzati, ma il mio creatore, L’Bastin il genio, ha deciso che sarebbe stato più sicuro spostare i computer in un altro luogo. Dunque vedi, la tua missione non  aveva senso fin dall’inizio!
A quel punto avrei voluto avere tra le mani il collo dell’autore, che dopo tutte le angherie subite mi deride pure…

E’ un vero mistero del come e del perché  l’Editrice Elle abbia scelto di pubblicare questo volume tra la vastissima scelta di Fighting Fantasy, fatto sta che è il peggior volume della serie Dimensione Avventura ed uno dei più controversi librogame di sempre, tanto da farci chiedere se l’editore triestino  leggeva i libri prima di pubblicarli.

Amato ed odiato perfino in patria, qui da noi in Italia Skylord ha tutt’altro che dato lustro al genere; l’alone dei misteri s’infittisce ulteriormente se pensiamo che è stata scelta una copertina totalmente fuori ambientazione, che deve aver fuorviato torme di lettori ancora increduli davanti al testo assurdo (anche se discretamente tradotto da Mariangela Bruna, questo bisogna ammetterlo) e alle orribili illustrazioni di un Tim Sell molto lontano dai cupi disegni di House of Hell.

Le due copertine a confronto:

  

Longevità 1: Leggerlo la prima (ed unica) volta è anche troppo, fortunatamente  è pure abbastanza corto.

Difficoltà 2: Senza senso.

Giocabilità 3: Frustrante, incomprensibile e ingiocabile.

Totale 4: Questo voto alto è dato solo dalla narrazione delirante e dalle risate che a volte strappa, ma non trovo altro motivo da giustificarne la sua presenza nelle vostre mani se non per puro spirito di collezionismo . Evitatelo.

giovanni lelli

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Lo Specchio di Eblis

librinostri 2011 – autore Federico Righi

Il Regno di Sirdania giace da anni sotto il dominio di bande di malvagi briganti, guidati nell’ombra dal perfido Mano Nera. Solo un giovane guerriero dotato di qualità straordinarie, di grande forza di volontà, e del massimo potere offerto dalle Gilde, potrà raggiungere il covo di Mano Nera, protetto da antichi sortilegi, e liberare il regno dal suo giogo… Sarai in grado di portare a termine la delicata missione? Solo superando avversari spietati, trappole mortali e oscuri sortilegi potrai svelare l’ultimo mistero, la fonte del terribile potere di Mano Nera…

nuova release del librogame scritto da Federico Righi, ovviamente disponibile gratuitamente su Librogame’s Land; per scaricarlo e giocarlo cliccate QUI o sulla cover del libro.

lo specchio di eblis fa parte di una saga tutta italiana creata da Federico Righi, alla classica ambientazione fantasy si aggiunge una gestione dei personaggi e delle corporazioni molto evoluta che si avvicina di molto al gioco di ruolo. la complessità iniziale del regolamento è solo apparente, esso si rivelerà estremamente  malleabile e variegato in fase di lettura. all’inizio di ogni avventura bisognerà scegliere a quale gilda appartenere, e la decisione in questione condizionerà molto, modificando, il proseguio della storia, elemento innovativo che differenzia questo libro-gioco dagli altri.

l’esperienza di gioco è divertente ed appagante, e non mi son ritrovato mai a barare per andare avanti, sintomo che il libro è piuttosto ben bilanciato anche verso il  finale in cui in teoria il mio personaggio  a forza di crescere potrebbe essere paragonato ad un supereroe.

lo stile di scrittura di Federico Righi è superiore e bello, ricercato e ritmato, arricchito dai dialoghi che oltre a caratterizzare bene gli incontri ed i personaggi ci permettono un’immedesimazione maggiore nella storia; sono 400 paragrafi di giusta lunghezza, mai troppo corti o troppo lunghi che presentano una trama complessa ed articolata, con un colpo di scena finale stupefacente.

in conclusione:  una strizzatina d’occhio alle opere di Livingstone, Dever e sopratutto Morris, un libro originale e di caratura superiore, ottime le illustrazioni di Yanez Servadei, quelle interparagrafo sono davvero sublimi; i miei complimenti sinceri a Federico Righi, a chi lo a illustrato e a tutti quelli che hanno collaborato per rendere il progetto soulkey reale.

se gli devo dare un giudizio: coinvolgente, originale. imperdibile. voto 9

giovanni lelli

Dimensione Avventura 6: L’isola del Re Lucertola

edizione E.Elle 1991 – autore Ian Livingstone

prosegue la carrellata dei miei articoli pubblicati su Librogame’s Land

Anche un avventuriero incallito come te necessita ogni tanto di riposo e per questo, mentre viaggi a sud di Fang, decidi di recarti alla tranquilla Baia delle Ostriche; pregusti già la pace, il cibo, l’ozio e il sole che ti darà un abbronzatura invidiabile, nonché la compagnia di un tuo vecchio compare di avventure, l’audace Mungo. Ahimè però, il fato cambia sempre le sue carte in tavola in modo improvviso… ed è per questo quindi che quando arrivi nel luogo di villeggiatura prescelto gli eventi precipitano: la popolazione del posto è terrorizzata dagli uomini lucertola venuti a “reclutare” i giovani della baia. Li hanno rapiti e portati sull’Isola del Fuoco. Tu sei di buon cuore e ovviamente decidi di accompagnare il tuo amico Mungo per cercare di salvare questa umile gente dal tormento degli schiavisti rettiloidi.

L’Isola del Fuoco era stata quasi dimenticata, fino al giorno delle recenti incursioni. La vostra missione ha lo scopo di eliminare il Re Lucertola e di salvare le vittime rapite: l’esito è incerto, ma dovete provare a tutti i costi. Ti alzi e ti incammini verso il molo assieme a Mungo, poi sali a bordo del suo piccolo peschereccio. Sotto gli occhi degli abitanti fiduciosi mollate gli ormeggi e prendete il largo, chiedendovi nel fondo del cuore se riuscirete mai a tornare alla Baia delle Ostriche

Abbiamo così l’introduzione che apre il sesto libro di Dimensione Avventura, un tipico antefatto di Livingstone piatto e scontato come suo solito; la trovata iniziale di un alleato viene immediatamente stroncata in quanto il nostro compagno di avventure Mungo muore addirittura subito, togliendo così all’autore l’impaccio di approfondirne lo spessore, tagliando anche tutti i bei riferimenti iniziali ai due precedenti libri della collana Fighting Fantasy come City of Thieves (pubblicato per i LibriNostri con il titolo “La Città dei Ladri” e scaricabile  gratuitamente qui) e Deathtrap Dungeon ( sempre LibriNostri “Il Labirinto della Morte” e scaricabile  gratuitamente qui). In breve ci ritroveremo in un’ex colonia penale, sulla quale spadroneggia il fantomatico Re Lucertola a capo di un branco di lucertoloni il cui passatempo preferito è schiavizzare o trucidare i poveri umani.

L’ambiente è un isola tropicale ostile che presenta un bestiario nel suo insieme coerente, con una fauna rettile che risulta preponderante, ben diversa da quella che popola un classico dungeon. La storia all’inizio piatta e scontata prende in seguito una piega interessante, dando la sensazione di ritrovarsi sull’isola del Dr. Moreau con mostri mutanti… Uno scenario piuttosto insolito per un Librogame fantasy ambientato su Titan, se non fosse che incontreremo poi qualche nano e qualche mostro umanoide sparso, a ricordarci in quale mondo siamo stati catapultati.

Possiamo dividere il libro sostanzialmente in diversi capitoli o blocchi con vari percorsi  caratterizzanti le missioni secondarie, che si diramano autonomamente per ricongiungersi poi nei classici nodi cruciali.
Questo sistema ci permette di scoprire gradualmente la trama del libro mentre giochiamo. La storia, al contrario delle consuetudini  livingstoniane, non presenta un perfect path nel quale dovremo raccogliere degli oggetti particolari: casomai tali oggetti saranno dei bonus che ci agevoleranno non poco la sfida finale con il Re Lucertola… Questo almeno in teoria! Perché alla fine l’autore rende indispensabili i potenziamenti a causa del numero di scontri davvero esorbitante, e dall’elevata difficoltà che questi duelli comportano; tale difficoltà unita ad un continuo attentato alla nostra incolumità con odiosi tenta la fortuna che rendono arduo il compito, sintomo di un non perfetto bilanciamento del libro, ci costringe a bilanciare il nostro avventuriero utilizzando punteggi massimali.

Curiosa e originale l’idea del Gonchong, mostro che controlla la mente del Re Lucertola, in un certo senso un omaggio al film “Alien” che in quegli anni imperversava sui grandi schermi. Lo scontro finale ahimè risulta piuttosto breve e non ci ripaga della fatica fatta per giungere in fondo, riducendo il Re Lucertola ad un mero boss finale da videogioco senza spessore.
Come ne “La Foresta Maledetta” il testo dell’avventura è asciutto e presenta paragrafi corti con stringate descrizioni degli ambienti e ancor più brevi caratterizzazioni degli incontri, nei quali i personaggi vengono solo abbozzati; questa volta Angela Izzo realizza una traduzione decente con poche sbavature.
Completano il libro le illustrazioni eccellenti di Alan Longford ed una copertina strepitosa di Iain McCaig, a mio avviso uno dei migliori artisti che abbia lavorato per Fighting Fantasy.

Longevità 7: il libro presenta diversi percorsi che si intersecano in nodi cruciali: li si può sperimentare successivamente per scoprire la miriade di oggetti bonus che è possibile raccogliere anche se spesso ciò sarà conseguenza di un lancio di dadi fortunato. Una volta esaurita questa possibilità, non lo riprenderete in mano.

Difficoltà 8:cisono combattimenti a non finire e la maggior parte di essi presenta avversari con abilità superiore a 9! Attingerete di continuo alle vostre provviste per rimediare alle scarse opportunità offerte per recuperare energia, rischiando di arrivare con l’indigestione alla fine del libro! I “tenta la fortuna” saranno una costante, quasi a suggerirci di portare con noi la rispettiva pozione. Il libro è calibrato per essere giocato con punteggi massimali, non perdete tempo a lanciare i dadi in fase di creazione se non volete chiudere prematuramente l’avventura.

 

Giocabilità 7: la storia risulta godibile per l’avventuriero con alte caratteristiche, le varie subquest non obbligatorie impegnano il lettore che si vedrà però continuamente chiamato a lanciare dadi per trarsi d’impaccio. L’ambiente esotico e selvaggio con ogni sorta di pericolo dietro l’angolo ha il suo indubbio fascino e mantiene attiva l’attenzione.

Totale 7.5: i nei sono i soliti dell’autore: poca caratterizzazione dei personaggi e una serie incredibile di scontri che rischiano di sfinirci prima del rendez-vous finale: questi, uniti ad un numero esorbitante di lanci di dado, rendono evidente che il tutto sia sbilanciato verso una difficoltà eccessiva. Tutto sommato però è un buon libro da parte di Livingstone: la storia è semplice con qualche trovata interessante come la ricerca dello sciamano o l’episodio in cui ci ritroveremo a dover liberare gli schiavi nella miniera. L’ambientazione piacerà da matti ai fan di Warhammer, con i richiami agli uomini lucertola di Lustria, o a chi predilige avventure all’aperto; peccato che questo volume sia un caso isolato, i successivi libri di Ian regrediranno paurosamente.

giovanni lelli