Nella Rocca di Balthus Dire con S. Jackson

Pubblicato: marzo 23, 2011 in letture, librogame, recensioni
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Dimensione Avventura 1: La Rocca del Male

Edizione E.Elle 1988; autore Steve Jackson

Sei il prediletto del Gran Mago Anziano di Yor, e ovviamente predestinato a salvare la tua gente. Andrai nientemeno che contro uno dei più potenti e malvagi stregoni di tutti i tempi; egli sta radunando un’orda del caos allo scopo di prendere possesso della bella e ridente Valle di Willow. La premessa non è delle più originali, ma poco importa quando è soltanto il  pretesto che serve per farti imbarcare in un’avventura. Le tue armi migliori saranno gli incantesimi che potrai scegliere all’inizio e la tua innata astuzia.

Primo assolo di Steve Jackson nella collana Fighting Fantasy e vengono gettate le basi per la futura serie “Sortilegio”; qui vi è il primo tentativo di inserire la magia nel sistema di gioco “classico” che noi in Italia conosciamo come Dimensione Avventura.  Non privo di difetti questo libro ha anche le sue indubbie qualità: l’originalità del bestiario e di alcune situazioni sopperisce al fatto che si ha l’impressione di aggirarsi in una cittadella vuota o priva di guardie, impegnate più che altro a prepararsi una grigliata sotto la rocca o peggio…a dormire ! Più che un esercito radunato pronto all’invasione sembra di trovarsi di fronte all’armata Brancaleone che bivacca. Gli incontri nella roccaforte sono quasi sempre significativi o raccapriccianti (in particolar modo il faccia a faccia con i Ganjees, che è diventato una pietra miliare nella storia dei librogame) e nel classico stile Jackson veramente memorabili. I disegni  horror di Nicholson ci regalano quadri identificativi e pittoreschi sia delle creature che della fortezza; alcune immagini sono rimaste scolpite nell’immaginario collettivo come il palesarsi della temibile figura di Balthus che ci attende, imponente nel suo sancta sanctorum in cima alla torre.

La Rocca del Male è godibile per molti aspetti se si sorvola sui suoi difetti di gioventù e farà la felicità di chi preferisce “risolvere” l’avventura piuttosto che infilare una serie di paragrafi uno dietro l’altro con continui combattimenti; Steve Jackson non manca mai di fornirci indizi sul grado di pericolosità di ogni evento e per ognuno di essi ci offre un ventaglio di metodi utilizzabili per affrontarlo, per cui più che la spada useremo gli occhi, le orecchie e la magia! Con un sistema semplicissimo essa si rivela molto efficace, con pochi incantesimi ma chiari, adattabili alle diverse circostanze.

A causa della pessima e libera traduzione, nella quale Stefano d’Aprile si è inventato frasi e ha cambiato più volte il nome a diversi oggetti (uno in particolare, il famigerato  unguento guaritore, appellato con svariati nomi in diversi paragrafi), si corre il rischio di non poter terminare il libro in un’unica sessione, ma se si sorvola su alcuni dettagli e licenze senza andare troppo per il sottile…ci divertiremo arrivando in cima alla torre.

Longevità 8: Buona. In teoria ci dovrebbe essere un’unica strada che ci permette di raccogliere in una sola lettura tutti gli oggetti e gli indizi giusti per arrivare fino in fondo. Steve Jackson però ci permette di salire in cima alla torre in un paio di modi diversi e di poter ritentare la notte dopo… magari cambiando percorso; questo dilata la durata di un libro che non è molto lungo a dir la verità e che punta tutto sull’impatto degli incontri.

Difficoltà 9: Alta. E’ elevata, se ci perdiamo qualche pezzo per strada inutile sperare di arrivare in fondo,  ove si rischia di schiattare al minimo errore con una frequenza disarmante. Come detto più sopra, a causa  della brutta traduzione al famoso paragrafo 235, un oggetto fondamentale viene chiamato “fiala di liquido vischioso” e più avanti in varie circostanze invece cambierà nome in “unguento” o “balsamo guaritore”. Questo ha portato alla confusione molti giocatori negli anni, che non identificando l’oggetto in questione poiché appellato in diverse maniere nel testo, fece credere ai più che il libro fosse impossibile da terminare in una sessione unica.

Giocabilità 9: Ottima. Si può finire questo libro anche con punteggi minimi, ovviamente scegliendo opportunamente gli incanti giusti per difenderci dai nemici e badando a non perdere indizi e oggetti fondamentali. Come l’archetipo di un videogame l’avventura è strutturata in più livelli di difficoltà crescente. Vi è la parte esterna più esplorativa, poi l’interno della cittadella dove sono alloggiati gli “inquilini” e infine in alto, il piano  superiore della torre, il più protetto e inaccessibile, ove sono i luogotenenti dello stregone,  dei veri e propri boss di fine livello, organizzati come il famoso film incompiuto di Bruce Lee “Game of Death” in cui il protagonista affronta i suoi  nemici uno alla volta . Gli scontri sono equilibrati e soddisfacenti in tutti i casi; memorabile sarà la resa dei conti finale con il temibile Balthus Dire, carismatico e cattivissimo. Data la non eccessiva lunghezza dell’avventura, una volta terminata si tenderà sempre a rigiocarla almeno una seconda volta, questo per prendere una strada differente e scoprire tutte le potenzialità del libro. Nota: Quando scegliamo gli incantesimi di partenza prendiamone uno Anti-gravitazionale di scorta… non si sa mai, potrebbe servirci nella parte finale…

Totale 8: Bello. Avrebbe guadagnato  un punto in più se il testo originale fosse stato meno bistrattato e quindi tradotto in maniera meno arbitraria. È un ottimo volume, con una trama trita e ritrita, però con episodi da ricordare, alcuni per l’orrore e l’originalità, altri per l’incontenibile comicità; lo considero un precursore in quanto per la prima volta nei Fighting Fantasy viene introdotto  l’uso della magia. Lo stile a volte tende ad essere un po’  ingenuo ma qui siamo agli albori della storia dei librogames, è un peccato comprensibile. Armiamoci di spada, di incantesimi e via…

Il sole sta tramontando.Mentre il crepuscolo lascia il posto alla notte, inizi a salire il crinale della collina verso la costruzione dall’aspetto truce che ormai si intravede appena nel buio delle tenebre. Dopo circa un’ora di salita, ti fermi a riposare accanto alle sue mura; ma è un errore, poiché essa ora ti appare come un spettro, e ti fa rizzare i capelli solo a guardarla!

Giovanni Lelli

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commenti
  1. […] ancora dell‘unguento per i piedi (chi ha parlato di balsamo o unguento guaritore presente ne “La Rocca del Male” ?) o di Sam la Lumaca, ma ce ne sono veramente troppi ed è arrivato il momento di tirare le […]

  2. […] Cieli Jung…maurolongo su Il Signore dei Cieli Jung…Il Signore dei Cieli… su Nella Rocca di Balthus Dire co… […]

  3. […] primo libro scritto in solitudine da Ian Livingstone e pecca degli stessi difetti di rodaggio della Rocca del Male di Jackson (altro libro seminale). I combattimenti però qui sono sempre evitabili e non mi sembra di aver […]

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